Notizie da un "Commercialista di Bari"

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[Italia, 5 maggio] Un Paese in cui l'opposizione "tifa" per la UE contro l'Italia. E non da oggi.

Europa irrilevante nel mondo fluido mentre Cina scala e Africa attende - Usa trainati dall’Ai ma a rischio recessione - Italia inchiodata dalla palla di neve del debito - Giorgetti chiede flessibilità

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Giuseppe Liturri
mag 05, 2026
∙ A pagamento

Progettare il futuro in un mondo complesso.

(Il Sole 24 Ore, Giuliano Noci, 05 maggio 2026)

Il mondo non è più un atlante ordinato con confini netti e alleanze stabili, ma un sistema intrecciato e contraddittorio dove le linee si sfumano. L’Europa continua però a ragionare con vecchi schemi, trattando la transizione energetica come questione ambientale invece che di sopravvivenza geopolitica, mentre produttori come gli Emirati cambiano alleanze per convenienza e lasciano l’Europa esposta.

Le alleanze oggi sono strumenti di calcolo e non identità, come dimostra l’avvicinamento del Canada all’Europa per diversificare i rischi. La Cina invece agisce con pragmatismo, entra nei mercati, apprende e scala senza ideologie, costruendo un vantaggio sistemico nell’automotive elettrico fatto di batterie, materie prime e produzione di massa, mentre l’Europa produce solo regolamenti e burocrazia.

L’Africa rappresenta lo spazio strategico del futuro per demografia, risorse e crescita, ma l’Europa risponde con dichiarazioni e progetti sparsi invece di costruire una vera area di libero scambio. Senza una visione concreta, il rischio è diventare un territorio di passaggio dove altri transitano, investono e decidono, rendendo l’Europa irrilevante con eleganza.

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Mondo non più atlante

«Per anni abbiamo pensato di vivere dentro un atlante. Ordinato, leggibile, rassicurante. [...] Oggi quell’atlante è carta straccia. Non perché i confini siano spariti, ma perché hanno smesso di significare ciò che credevamo».

Transizione energetica geopolitica

«Prendiamo l’energia. Gli Emirati escono dall’OPEC+ e si avvicinano agli Usa. [...] l’Europa resta esposta. Eppure continuiamo a trattare la transizione energetica come un tema ambientale, quando è ormai una questione di sopravvivenza strategica».

Cina pragmatica contro Europa regolamentatrice

«Pechino ha costruito un vantaggio sistemico sull’elettrico: batterie, materie prime, produzione, scala. Noi abbiamo costruito regolamenti. E mentre discutiamo, le auto cinesi arrivano: migliori nel prezzo, sempre più competitive nella qualità».

Africa come opportunità strategica

«L’Africa. Il vero spazio di gioco del futuro. Demografia, risorse, crescita potenziale. E noi? Cooperazione, dichiarazioni, qualche progetto sparso. Mentre altri costruiscono presenza, infrastrutture, influenza».

Europa territorio di passaggio

«Non siamo più dentro un atlante. Siamo dentro un sistema nervoso. [...] L’Europa continua a comportarsi come se il mondo fosse ancora una mappa da aggiornare, quando è già diventato un flusso da interpretare. Il rischio non è restare indietro. È diventare irrilevanti con grande eleganza».

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