Notizie da un "Commercialista di Bari"

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[Germania, 24 dicembre - 3 gennaio] Da Berlino denunciano la deriva autoritaria della Ue - L'euro digitale appare indigesto, a chi adora il contante - Problemi per la sicurezza con AfD al governo?

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Giuseppe Liturri
gen 04, 2026
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Il tradimento di Bruxelles dei valori europei.

(Die Welt, Roger Köppel, 31 dicembre 2025)

In un commento ospite su Die Welt, Roger Köppel, editore della svizzera Weltwoche, denuncia la deriva autoritaria dell’Unione Europea, che ha sanzionato l’ex colonnello svizzero Jacques Baud, esperto di conflitti e diplomatico, non per azioni illecite ma per aver espresso opinioni critiche sulla narrativa ufficiale del conflitto in Ucraina, accusandolo di diffondere “propaganda russa”. Köppel vede in questo un tradimento dei principi fondanti di libertà di espressione e democrazia, paragonando le sanzioni a metodi medievali o dittatoriali. Dall’entusiasmo giovanile per l’Europa unita, l’autore è passato a una ferma opposizione a ulteriori integrazioni con Bruxelles, percepita come minaccia maggiore di Russia o Cina, soprattutto in un contesto di fallimenti politici che portano a reazioni dispotiche invece di autocritica.

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1. Köppel riflette sul suo mutato atteggiamento verso l’Unione Europea nel corso degli anni:

“Ammetto che trentacinque anni fa anch’io, come molti amici svizzeri, ero un sostenitore emotivo di questa istituzione. Forse soffrivamo un po’ di quella tipica malattia degli studenti svizzeri, il disagio per il piccolo Stato. Ma soprattutto ci affascinavano i nobili ideali di quest’opera storica di unificazione: pace, libertà, libero commercio e la promessa di un futuro glorioso anche per noi svizzeri.”

2. L’autore esprime la sua attuale posizione critica nei confronti dell’integrazione con l’UE:

“Il mio idealismo europeo giovanile è purtroppo svanito da tempo. Da scettico su un’adesione svizzera all’UE sono diventato un oppositore di qualsiasi ulteriore avvicinamento istituzionale a questa costruzione bruxellese. Nulla contro buoni rapporti economici paritari, ma in nessun caso la Svizzera deve sottomettersi alle leggi, ai giudici e alle sanzioni dell’UE.”

3. Köppel paragona la sua visione a quella del vicepresidente americano J.D. Vance:

“Mi succede come al vicepresidente americano J.D. Vance. Anch’io vedo in questa UE una minaccia crescente per l’Europa, un pericolo molto maggiore della Cina o della Russia.”

4. Il commento denuncia la sanzione contro Jacques Baud come violazione della libertà di espressione:

“L’UE punisce Jacques Baud con dure sanzioni personali perché esercita il suo diritto umano europeo alla libertà di opinione. Baud non ha violato alcuna legge, non ha infranto regole, e anche se l’accusa di diffondere propaganda russa fosse fondata, cosa che assolutamente non è, non sarebbe un reato punibile con sanzioni da parte di un’istituzione che si definisce democratica e basata sullo Stato di diritto.”

5. L’autore contrappone il comportamento attuale dell’UE a quello del passato durante la Guerra Fredda:

“Solo dittature e regimi autocratici puniscono interventi verbali indesiderati. Persino ai tempi della Guerra Fredda né nell’UE né in Germania erano vietati i giornali sovietici. A nessuno sarebbe venuto in mente di arrestare o sanzionare un commentatore di sinistra perché diffondeva il punto di vista di Mosca. Evidentemente allora si credeva ancora nella superiorità delle proprie valutazioni.”


Più di un terzo dei cittadini prevede una rottura della coalizione.

(Welt am Sonntag, Claudia Kade, 28 dicembre 2025)

Un sondaggio YouGov commissionato da Welt am Sonntag rivela che il 37% dei tedeschi considera improbabile che la coalizione tra CDU/CSU e SPD guidata da Friedrich Merz duri fino alla fine della legislatura nel 2029, mentre il 53% la ritiene probabile. Lo scetticismo è maggiore tra gli uomini (41%), nell’est del Paese (42%) e nella fascia 40-49 anni (47%). Tra gli elettori AfD ben il 67% prevede un collasso, contro solo il 22% tra quelli di Union e SPD. Rispetto a maggio, quando la coalizione era appena insediata, la sfiducia è cresciuta di quattro punti percentuali. L’articolo sottolinea anche le tensioni interne alla coalizione su pensioni, divieto di motori a combustione e rilancio economico, e dedica ampio spazio a una critica severa verso Merz, accusato di scarsa capacità tattica e di ripetuti errori politici che indeboliscono la sua leadership e la stabilità del governo.

1. Il sondaggio evidenzia il crescente scetticismo dei cittadini sulla durata della coalizione nero-rossa:

“Il 37 per cento dei tedeschi considera molto o piuttosto improbabile che la coalizione tra CDU/CSU e SPD resti in carica per l’intera legislatura fino al 2029, mentre il 53 per cento la ritiene molto o piuttosto probabile.”

2. L’autore descrive le differenze demografiche e regionali nella percezione di instabilità del governo:

“Gli uomini si mostrano chiaramente più scettici delle donne: il 41 per cento degli uomini si aspetta una rottura della coalizione, contro il 34 per cento delle donne; nell’est del Paese i dubbi sono più forti che nell’ovest, con il 42 per cento degli orientali che prevede una fine anticipata contro il 36 per cento degli occidentali.”

3. L’articolo sottolinea come il malcontento sia particolarmente forte tra gli elettori dell’opposizione di destra:

“Tra chi ha votato AfD alle ultime elezioni federali, ben il 67 per cento si aspetta una rottura della coalizione nero-rossa; tra gli elettori della Linke la percentuale è del 50 per cento, mentre tra i sostenitori dei Verdi è solo del 28 per cento.”

4. La critica rivolta a Friedrich Merz riguarda la sua difficoltà a gestire conflitti interni e a costruire alleanze solide:

“Merz può essere uno stratega, ma di arte tattica, di quell’artigianato che consiste nel tessere cordate e nel mantenerle fedeli nel tempo, il cancelliere ne capisce quanto l’oca di Natale.”

5. L’autore avverte che la mancanza di controllo sulla propria frazione parlamentare potrebbe accelerare la fine del governo:

“Se la coalizione nero-rossa dovesse cadere prima del tempo, la responsabilità non ricadrebbe solo sui socialdemocratici, ma altrettanto sul fatale impressionare che il cancelliere sia prigioniero della propria ostinazione e non possa contare con sicurezza sulla propria frazione.”

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